La Regola
(ed.italiana)


LETTURE 
 




  








All’uso delle Logge riunite e rettificate approvata al Convento generale di Wilhemsbad nel 1782

Prologo
TU che vieni ad essere iniziato alle lezioni della saggezza! Figlio della virtù e dell’amicizia! Presta alle nostre parole un orecchio attento, e che la tua anima si apra ai precetti virili della verità! Ti insegneremo il cammino che conduce ad una vita felice; ti insegneremo ad essere gradito al tuo Autore ed a sviluppare, con energia e successo, tutti i mezzi che la Provvidenza ti confidò per renderti utile agli uomini ed assaporare le delizie della beneficenza.
Articolo I DOVERI VERSO DIO E LA RELIGIONE
Il tuo primo omaggio appartiene alla Divinità. Adora l’Essere pieno di maestà che creò l’universo con un atto della sua volontà, che lo conserva per effetto della sua azione continua, che riempie il tuo cuore, ma che il tuo spirito limitato non può concepire, né definire. Compiangi il triste delirio di colui che chiude i suoi occhi alla luce e si trascina nelle spesse tenebre del caso: che il tuo cuore, intenerito e riconoscente dei paterni benefici del tuo Dio, rigetti con disprezzo quei vani sofi- smi, che provano la degradazione dello spirito umano quando s’allontana dalla sua fonte. Eleva spesso la tua anima al di sopra degli esseri materiali che ti circondano e lancia uno sguardo pieno di desiderio nelle regioni superiori, che sono la tua ere- dità e la tua vera patria. Fai a questo Dio il sacrificio della tua volontà e dei tuoi desideri, renditi degno dei suoi influssi vivificanti, adempi le leggi che ha voluto che tu compissi come uomo nel tuo percorso terreno. Essere gradito al tuo Dio, ecco la tua fortuna; essere per sempre riunito a Lui, ecco tutta la tua ambizione, la bussola delle tue azioni.
Ma come oserai sostenere i suoi sguardi, o essere fragile, che trasgredisce ad ogni istante le sue leggi ed offende la sua santità, se la sua paterna bontà non ti avesse procurato un Riparatore infinito? Abbandonato agli smarrimenti della tua ragione, dove troverai la certezza di un consolante avvenire? Consegnato alla giustizia del tuo Dio, dove troveresti rifugio? Rendi dunque grazie al tuo Redentore; prosternati davanti al Verbo incarnato e benedici la Provvidenza che ti ha fatto nascere tra i cristiani. Professa in ogni luogo la divina Religione del Cristo e non arrossire mai
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La Regola (traduzione in italiano)
di appartenergli. Il Vangelo è la base dei nostri obblighi; se tu non vi credessi, ces- seresti di essere Massone. Annuncia in tutte le tue azioni una pietà illuminata ed attiva, senza ipocrisia, senza fanatismo; il Cristianesimo non si limita a verità spe- culative: pratica tutti i doveri morali che esso insegna e sarai felice; i tuoi contem- poranei ti benediranno e comparirai sereno davanti al trono dell’Eterno.
Soprattutto, compenetrati di questo principio di carità e d’amore, base di questa santa Religione: piangi l’errore senza odiarlo e senza perseguitarlo; lascia soltanto a Dio la cura di giudicare, ed accontentati di amare e di tollerare. Massoni! Figli di uno stesso Dio, riuniti dalla comune credenza nel nostro divino Salvatore, che que- sto legame d’amore ci unisca strettamente e faccia scomparire ogni pregiudizio contrario alla nostra fraterna concordia.
Articolo II IMMORTALITA’ DELL’ANIMA
UOMO! Re del mondo! Capolavoro della creazione quando Dio lo animò col suo soffio! Medita il tuo sublime destino. Tutto ciò che vegeta intorno a te e non ha che una vita animale, perisce con il tempo ed è sottomesso al tuo dominio; la tua anima immortale soltanto, emanata dal seno della Divinità, sopravvive alle cose materiali e non perirà affatto. Ecco il tuo vero titolo di nobiltà; senti vivamente la tua fortuna, ma senza orgoglio; questo perse la tua razza e ti riporterebbe nell’abisso. Essere degradato! malgrado la tua grandezza primitiva e relativa, cosa sei al cospetto dell’Eterno? Adoralo nella polvere e separa con cura questo princi- pio celeste ed indistruttibile da leghe aliene; educa la tua anima immortale e per- fettibile, e rendila suscettibile di essere riunita alla fonte pura del bene, quando sarà liberata dai vapori grossolani della materia. È così che sarai libero anche se in catene, felice anche nel dolore, inattaccabile dai più forti uragani e morirai senza terrore.
MASSONE! Se mai tu potessi dubitare della natura immortale della tua anima e del tuo alto destino, l’iniziazione sarebbe senza frutti per te; cesseresti di essere il figlio adottivo della saggezza e saresti confuso nella folla degli esseri materiali e profani che brancolano nelle tenebre.
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La Regola (traduzione in italiano)
Articolo III DOVERI VERSO IL
SOVRANO E LA PATRIA
L’Essere supremo confidò in maniera più positiva i suoi poteri sulla terra al Sovrano; rispetta e gradisci la sua legittima autorità nell’angolo della terra che abiti; il tuo primo ossequio appartiene a Dio; il secondo alla Patria. L’Uomo errante nei boschi, senza cultura che evita i suoi simili, sarebbe poco adatto a com- piere i disegni della Provvidenza, e ad afferrare tutto l’insieme della fortuna che gli è riservata. Il suo essere cresce in mezzo ai suoi simili; il suo spirito si fortifica nel conflitto di opinioni; ma una volta riunito in società, dovrebbe lottare senza tregua contro l’interesse personale e le passioni disordinate, e ben presto l’innocenza soc- comberebbe sotto la sua forza o la sua astuzia. Occorsero dunque delle leggi per guidarlo e dei capi per mantenerle.
UOMO sensibile! tu riverisci i tuoi genitori; onora allo stesso modo i padri dello Stato e prega per la loro conservazione; essi sono i rappresentanti della Divinità su questa terra. Se fuorviano, ne risponderanno al Giudice dei Re; ma la tua opinione potrebbe trarti in inganno e mai dispensarti dall’obbedire. Se tu venissi meno a questo sacro dovere, se il tuo cuore non trasalisse più al dolce nome della Patria e del tuo Sovrano, il Massone ti ricaccerebbe dal suo seno come refrattario all’or- dine pubblico, come indegno di partecipare ai vantaggi di un’associazione che merita la fiducia e la stima dei governi, in quanto uno dei suoi principali moventi è il patriottismo e che, gelosa di formare i migliori cittadini, esige che i suoi figli adempiano, con il maggior impegno e purezza d’intenti, tutti i doveri del loro stato civile. Il guerriero più coraggioso, il giudice più integro, il maestro più dolce, il servo più fedele, il padre più tenero, lo sposo più costante, il figlio più sottomesso deve essere il Massone, poiché i doveri ordinari e comuni del cittadino sono stati santificati e rafforzati dalle promesse libere e volontarie del massone e che disat- tendendoli unirebbe alla debolezza l’ipocrisia e lo spergiuro.
Articolo IV DOVERI VERSO L’UMANITA’ IN GENERALE
Ma se il circolo patriottico che ti apre una carriera così feconda e soddisfacente non riempie ancora tutta la tua attività; se il tuo cuore sensibile vuole varcare i limiti degli imperi ed infiammare di questo fuoco elettrico dell’umanità tutti gli
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La Regola (traduzione in italiano)
uomini, tutte le nazioni; se, risalendo alla fonte comune, gradisci amare tenera- mente tutti quelli che hanno gli stessi organi, lo stesso bisogno di amare, lo stesso desiderio di essere utile ed un’anima immortale come te, vieni allora nei nostri templi ad offrire i tuoi omaggi alla santa umanità; l’universo è la patria del mas- sone e nulla di ciò che concerne l’uomo gli è estraneo.
Osserva con rispetto questo edificio maestoso, destinato a stringere i legami troppo rilassati della morale; ama teneramente un’associazione generale di anime vir- tuose, capaci di esaltarsi, diffusa in tutti i paesi, dove la ragione e le luci sono penetrate, riunita sotto il santo vessillo dell’umanità, retta da leggi semplici ed uni- formi. Senti infine lo scopo sublime del nostro santo Ordine; consacra la tua atti- vità e tutta la tua vita alla beneficenza; nobilita, epura e fortifica questa generosa risoluzione lavorando senza tregua alla tua perfezione, riunendoti più intimamente alla Divinità.
Articolo V BENEFICENZA
Crea ad immagine di Dio che si è degnato di rivelarsi agli uomini e spargere su di loro la felicità; accostati a questo modello infinito con la volontà costante di ver- sare incessantemente sugli altri uomini tutta la quantità di felicità che è in tuo potere; tutto ciò che lo spirito può concepire di bene è il patrimonio del Massone.
Osserva la miseria impotente dell’infanzia, essa reclama il tuo appoggio; considera l’inesperienza funesta della gioventù, essa sollecita i tuoi consigli; poni la tua feli- cità a preservarla dagli errori e dalle seduzioni che la minacciano; eccita in lei le scintille del fuoco sacro del genio, aiutala a svilupparle per il bene del mondo.
Ogni essere che soffre o geme ha dei sacri diritti su di te; guardati dal miscono- scerli, non aspettare che il grido penetrante della miseria ti solleciti; previeni e ras- sicura lo sventurato timido; non avvelenare, con l’ostentazione dei tuoi doni, le fonti di acqua viva dove lo sfortunato deve dissetarsi; non cercare la ricompensa per la tua beneficenza nei vani applausi della moltitudine; il Massone la trova nella quieta approvazione della sua coscienza e nel sorriso fortificante della Divi- nità, sotto i cui occhi è sempre posto.
Se la Provvidenza liberale ti ha accordato del superfluo, guardati dal farne un uso frivolo e criminale; essa volle che, con un impulso libero e spontaneo della tua anima generosa, tu rendessi meno sensibile la distribuzione ineguale dei beni, che
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La Regola (traduzione in italiano)
era nei suoi piani; godi di questa bella prerogativa. Che mai l’avarizia, la più sor- dida delle passioni, avvilisca il tuo carattere, e che il tuo cuore si sottragga ai cal- coli freddi ed aridi che suggerisce. Se mai dovesse inaridirsi al suo soffio tetro ed interessato, evita le nostre officine di carità; sarebbero prive di attrattive per te e non potremmo più riconoscere in te l’antica immagine della Divinità.
Che la tua beneficenza sia illuminata dalla religione, dalla saggezza e dalla pru- denza; il tuo cuore vorrebbe abbracciare i bisogni dell’umanità, ma il tuo spirito deve scegliere i più pressanti ed i più importanti. Istruisci, consiglia, proteggi, dona, dà sollievo a seconda dei casi; non ritenere mai di aver fatto abbastanza e non riposarti per le tue opere che per trarre nuove energie. Dedicandoti così agli slanci di questa sublime passione, una fonte inesauribile di gioie si prepara per te: avrai su questa terra l’anticipo della felicità celeste, la tua anima crescerà e tutti gli istanti della tua vita saranno riempiti.
Quando infine senti i limiti della tua natura finita, e che non potendo essere suffi- ciente da solo a compiere il bene che vorresti fare, la tua anima si rattrista, vieni nei nostri templi; osserva l’insieme sacro dei benefici che ci unisce e concorrenti efficacemente, secondo tutte le tue facoltà, ai piani ed agli impieghi utili che l’as- sociazione Massonica ti presenta e che realizza, rallegrati di essere cittadino di questo mondo migliore; assapora i dolci frutti delle nostre forze combinate e con- centrate per uno stesso obiettivo; allora le tue risorse si moltiplicheranno, aiuterai a fare mille felici invece di uno ed i tuoi voti saranno coronati.
Articolo VI ALTRI DOVERI MORALI VERSO GLI UOMINI
Ama il tuo prossimo come te stesso e non fargli mai ciò che non vorresti si faccia a te. Serviti del sublime dono della parola, segno esteriore del tuo dominio sulla natura, per prevenire i bisogni altrui e per stimolare in tutti i cuori il fuoco sacro della virtù. Sii affabile e servizievole, edifica con l’esempio; condividi l’altrui feli- cità senza gelosia. Non permettere mai all’invidia di sorgere neanche per un istante nel tuo seno, essa turberebbe la fonte pura della tua felicità e la tua anima sarebbe in preda alla più cupa delle furie.
Perdona al tuo nemico; non vendicartene che con opere buone; questo generoso sacrificio, di cui dobbiamo il sublime precetto alla religione, ti procurerà i piaceri più puri e più deliziosi; ritornerai l’immagine della Divinità che perdona con una
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bontà celeste le offese dell’uomo, e lo colma di grazie malgrado la sua ingratitu- dine. Ricordati dunque sempre che questo è il trionfo più bello, che la ragione pre- valga sull’istinto, e che il Massone dimentichi le ingiurie, ma mai i benefici.
Articolo VII PERFEZIONE MORALE DI SE STESSI
Dedicandoti così all’altrui bene, non dimenticare il tuo perfezionamento e non tra- scurare di soddisfare i bisogni della tua anima immortale. Discendi spesso nel tuo cuore, per sondarne le pieghe più nascoste. La conoscenza di se stessi è il grande cardine dei precetti Massonici. La tua anima è la pietra grezza che occorre sgros- sare; offri alla Divinità l’omaggio delle tue inclinazioni regolate, delle tue passioni vinte.
Che i costumi casti e severi siano tuoi compagni inseparabili e ti rendano rispetta- bile agli occhi dei profani; che la tua anima sia pura, retta, schietta ed umile. L’or- goglio è il nemico più pericoloso dell’uomo, lo mantiene nell’illusoria fiducia nelle sue forze. Non considerare il punto in cui sei giunto, rallenterebbe il tuo cam- mino; proponiti quello dove devi arrivare; la breve durata del tuo passaggio ti lascia appena la speranza di giungervi: togli al tuo amor proprio il pericoloso ali- mento del confronto con quelli che ti sono dietro; ascolta piuttosto lo stimolo di un’emulazione virtuosa, guardando dei modelli più compiuti davanti a te.
Che la tua bocca non alteri mai i segreti pensieri del tuo cuore, che essa ne sia sempre l’organo schietto e fedele; un Massone che si spogliasse del candore per assumere la maschera dell’ipocrisia e dell’artificio, sarebbe indegno di abitare con noi e, seminando la diffidenza e la discordia nei nostri quieti templi, ne divente- rebbe ben presto l’orrore ed il flagello.
Che la sublime idea dell’onnipresenza di Dio ti fortifichi, ti sostenga; rinnova ogni mattina la promessa di diventare migliore; veglia e prega; e quando sul far della sera il tuo cuore soddisfatto ti ricorda una buona azione o qualche vittoria ottenuta su te stesso, soltanto allora riposa tranquillamente nel seno della Provvidenza e riacquista nuove forze.
Studia infine il senso dei geroglifici e degli emblemi che l’Ordine ti presenta. La Natura stessa vela la maggior parte dei suoi segreti; non vuole essere osservata, confrontata e spesso sorpresa nei suoi effetti. Di tutte le scienze di cui il vasto campo presenta i risultati più felici all’operosità dell’uomo ed a vantaggio della
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società, quella che ti insegnerà i rapporti tra Dio, l’universo e te, colmerà i desideri della tua anima celeste e ti insegnerà ad adempiere meglio ai tuoi doveri.
Articolo VIII DOVERI VERSO I FRATELLI
Nella folla immensa di esseri di cui questo universo è popolato, hai scelto, con un voto libero, i Massoni come tuoi fratelli. Non dimenticare dunque mai che ogni Massone, di qualunque comunione cristiana, paese o condizione sia, presentandoti la sua mano destra, simbolo di sincera fratellanza, ha dei sacri diritti sulla tua assi- stenza e la tua amicizia. Fedele al voto della natura, che fu l’uguaglianza, il mas- sone ristabilisce nei suoi templi i diritti originari della famiglia umana; non sacri- fica mai ai pregiudizi popolari ed il livello sacro assimila qui tutti gli stati. Rispetta nella società civile le distanze stabilite o tollerate dalla Provvidenza; ve ne sareb- bero tante da abolire e misconoscere. Ma guardati soprattutto dallo stabilire tra noi delle distinzioni fittizie che disapproviamo; lascia i tuoi gradi e le tue decorazioni profane sull’uscio e non entrare che con la scorta delle tue virtù. Qualunque sia il tuo rango nel mondo, cedi il passo nelle nostre Logge al più virtuoso, al più illumi- nato.
Non arrossire mai in pubblico di un uomo oscuro, ma onesto, che nei nostri con- sessi hai abbracciato come fratello qualche istante prima; l’Ordine arrossirebbe di te a sua volta e ti caccerebbe, con il tuo orgoglio, per esporlo sulle scene profane del mondo. Se tuo fratello è in pericolo, vola in suo soccorso e non temere di esporre la tua vita per lui. Se si trova nel bisogno, versa su di lui i tuoi tesori e ral- legrati di poterne fare un uso così soddisfacente; hai giurato di esercitare la benefi- cenza verso gli uomini in generale, la devi preferibilmente al tuo fratello che geme. Se è nell’errore e si svia, va da lui con le luci del sentimento, della ragione, della persuasione. Riconduci alla virtù gli esseri che vacillano, e rialza quelli che sono caduti.
Se il tuo cuore ulcerato da offese vere o immaginarie nutrisse qualche segreta ini- micizia verso uno dei tuoi fratelli, dissipa all’istante la nube che si alza; chiama in tuo aiuto qualche arbitro disinteressato; richiedi la sua fraterna mediazione; ma non oltrepassare mai la soglia del tempio prima di aver riposto ogni sentimento di odio e di vendetta. Invocherai invano il nome dell’Eterno, perché si degni di abi- tare nei nostri templi, se non sono purificati dalle virtù dei fratelli e santificati dalla loro concordia
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Articolo IX DOVERI VERSO L’ORDINE
Quando infine tu fossi ammesso alla partecipazione dei vantaggi che derivano dall’Associazione Massonica, li abbandonerai, in tacito scambio di una parte della tua naturale libertà; adempi dunque rigorosamente gli obblighi morali che t’im- pone, conformati ai suoi saggi regolamenti e rispetta quelli che la pubblica fiducia ha designati per essere i guardiani delle leggi e gli interpreti del voto generale. La tua volontà nell’Ordine è sottomessa a quella della legge e dei superiori; saresti un cattivo fratello se non riconoscessi questa subordinazione necessaria in qualsiasi società e la nostra sarebbe costretta ad escluderti dal suo seno.
Vi è soprattutto una legge di cui hai promesso, al cospetto dei cieli, la scrupolosa osservanza: è quella del segreto, il più inviolabile, sui nostri rituali, cerimonie, segni e la forma della nostra associazione. Guardati dal credere che questo impe- gno sia meno sacro dei giuramenti che facesti nella società civile. Tu fosti libero nel pronunciarli, ma non lo sei più di rompere il segreto che ti lega. L’Eterno, che invocasti come testimone, lo ha ratificato: temi le pene relative allo spergiuro; non sfuggirai mai al supplizio del tuo cuore e perderai la stima e la fiducia di una società numerosa, che avrebbe diritto di dichiararti senza fede e senza onore. Se le lezioni che l’Ordine ti rivolge, per facilitare il tuo cammino di verità e di feli- cità, si imprimono profondamente nella tua anima docile ed aperta alle sensazioni della virtù; se le massime salutari, che impronteranno per così dire ogni passo che farai nel percorso Massonico, diventano i tuoi stessi principi e la regola immute- vole delle tue azioni; o fratello mio, quale sarà la nostra gioia! Compirai il tuo sublime destino, ricoprirai quella somiglianza divina che fu l’eredità dell’uomo nel suo stato di innocenza, che è il fine del Cristianesimo e di cui l’Iniziazione Masso- nica fa il suo oggetto principale; ritornerai la creatura teneramente amata dal Cielo: le sue feconde benedizioni si tratterranno su di te; e meritando il titolo glo- rioso di consacrato, sempre libero, felice e costante, camminerai su questa terra alla stregua dei Re, il benefattore degli uomini ed il modello dei tuoi fratelli.